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Inganno 2 giugno 2007

Inviato da LukePet in : Poesia, Verba Volant , trackback

INGANNO

Sulla pelle la parola che bruciava,
per tutte le epocali bugie che raccontava.
Le vittime degli istanti che hai passato
ora lottano contro la fiducia che hai stuprato.

Lasciare quel che avevi,
annegando in ciò che vuoi.
Ignorando il male che creavi,
è la gloria ciò che vuoi.

Ma c’è in me qualcosa che
urla, batte e avverte che:
è l’inferno che brucia dietro te,
è il fuoco che abbatte l’anima in me.

Credere all’assurdo di ogni azione
o sperare che esista ancora la ragione.
La psiche che hai disorientato
ora cambia rotta e mira contro te che hai violato.

Inseguendo ciò che vuoi,
non pensando a ciò che fai,
osannando ciò che sei,
non tornando indietro mai.

Ma c’è in me qualcosa che
urla, graffia e avverte che:
è l’inferno che brucia dietro te,
è la fiamma che io devo spegnere.

  • Ermanno

    Dentro di noi, come in ogni cosa dell’universo, anzi, nell’universo stesso, la vita batte come il cuore: dilatazione contrazione, e si propaga in indefinite spirali assonanti: notte e giorno, maschio e femmina, freddo e caldo ecc.. Quel fuoco è la forza espansiva di questa vita terrena; l’acqua che vorrebbe spegnerla il flusso inarrestabile ed eterno che scorre in noi, nel fiume sotterraneo e nascosto nel nostro cuore di roccia; ci appaiono come forze opposte, ma, gli antichi saggi di ogni tempo e luogo dicono che sono complementari: d’altronde il cuore, per pulsare, ha bisogno di esse. In quanto complementari derivano da una sorgente unica; ma, finchè no riusciremo ad operare l’equilibio fra esse ne saremo vittime, come una boa senz’ancora in mezzo ai flutti.
    La tua Grande Guerra interiore è appena cominciata; che il Grande Essere ti si propizio e ti conceda la Sua Guida.

  • “Ma c’è in me qualcosa che
    urla, graffia e avverte che:
    è l’inferno che brucia dietro te,
    è la fiamma che io devo spegnere.”

    Ecco… mi ricordi queste mie parole:

    “Anima mia… che cerchi invano ancora la tua musica nei suoi respiri… sei fatta di attimi e sospiri… e tu… dolce presentimento di questo cuore stanco… mi avvolgi come dentro un patimento nei tuoi silenzi ornati di alibi e d’ indifferenza… tu sei la concorrenza al mio non essere compresa e decifrata…
    ti vedo scomparire dietro una musica che sa di lacrime e di sale… e non riesco a raggiungerti… non posso salvarti… E scalo vetri di ragioni che urlano sommessamente il pianto che ho dentro… a mani vuote cerco ogni riflesso… ogni occasione perduta per sempre… Ti lascio andare e vedo scivolarti nell’abisso della tua monotonia… ed io, pubblico escluso da ogni vicenda che t’appartiene, assisto inerme all’assurda tua follia di chi si lascia andare per sempre alla tristezza…
    Solo silenzi posso offrirti e queste mie nascoste parole… chissà se un giorno tornerai come da un lungo viaggio a interpretarmi ancora… non chiedo niente… sono il faro che aspetta di vedere una nave all’orizzonte per poterne illuminare quand’è notte il cammino… riassetto le mie cose e brucio legna in un camino per scaldare il tuo cuore freddo lontano… Buona notte capitano..”

    L’amore che batte nel cuore sa… conosce il male e il dolore dell’altro… e vorrebbe guarirlo, salvarlo…
    Sento ogni battito, ogni lacrima ed ogni incongruenza…eppure cerco ancora la formula per sanare il male a distanza (fuori da quella soglia dove son stata relegata, e dove, pure, amo aspettare)