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Fuga 21 aprile 2007

Inviato da LukePet in : Poesia, Verba Volant , trackback

FUGA

Corridoi e porte chiuse che spaventano,
luci sul cammino che si spengono,
E la paura di un imminente solitudine,
costretto all’angolo dalla vile inettitudine.

Tagli rarefatti di un’immagine confusa,
vuota è la tela che svela ogni accusa,
mentre scappi tra i sentieri di un bosco che ti usa
arrivi infondo e trovi la via sempre chiusa.

Con la mano una strada aprire,
tra la nebbia una zona da scoprire.
Nuove azioni da poter realizzare
per poi potermi aggrappare e risalire.

Convinto nel principio di una continua evoluzione,
riuscire a dormire scacciando via l’indecisione.
Un’istantanea estinzione dei nostri avidi timori
attraverso il ponte che sorvola tutti i piccoli dolori.

Ritrovare tra i fondali il piacere ormai sepolto,
esplorare per poi capire ciò che ormai rimane occulto.
Con la luce che invade e ordina il risveglio,
di nuovo in piedi in lotta contro ogni ostile imbroglio.

Pronto a diventare ciò che vuoi,
sapendo di non poter esser ciò che non sei.
Pronto ad affrontare ciò che sai,
ora immune da tuoi lividi rimani…

Convinto nel principio di una continua evoluzione,
riuscire a scalare spazzando via l’indecisione.
Estinguendo ogni traccia dei vecchi stupidi timori,
guardi il ponte attraversato e saluti gli ultimi dolori.

  • “Convinto nel principio di una continua evoluzione,
    riuscire a scalare spazzando via l’indecisione.
    Estinguendo ogni traccia dei vecchi stupidi timori,
    guardi il ponte attraversato e saluti gli ultimi dolori.”

    La fuga,
    l’ho provata, assaggiata, bevuta
    me ne sono avvelenata,
    ammaliata da una possibilità di redenzione alla mia assillante condizione di donna inamorata…
    una stolta sono stata..
    il rimpianto è stato il mio sicario, vicario di una coscienza che avevo imbavagliata.. ferita, ormai da tempo, giaceva inascoltata..
    Il rimpianto mi ha chiamata e poi rimproverata…
    Son tornata sui miei passi… pentita con la coda bastonata..
    Gli utlimi dolori, li digerirò quand’è il momento…
    ora mi godo questo mio tormento che, paradossalmente, mi sta rendendo ricca, ampliando ogni mia visione… mi sento scorrere..