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Aforisma #072 – Carlo Fruttero 16 gennaio 2012

Inviato da LukePet in : Aforismi, Rubriche, Verba Volant , trackback

VANTAGGI DELLA VECCHIAIA:

Per anni ti sei chiesto se ci arriverai, come sarà. E poi eccola qui, ci sei dentro.
Fine dell’ansia. Diciamo almeno che è un bel sollievo. E adesso a noi due!

Pillola ore 10. Quattro semipillole ore 13. Pillola e un quarto ore 17.
Puntura ore 19. Quattro pillole ore 23. Due pillole ore 01.
Nella guerra per tenerti in piedi (si fa per dire) vincono sempre loro.

Quanti sorrisi ti arrivano quando sei vecchio! Di ogni tipo di ogni sfumatura.
Ben più di quando avevi due anni. Il massimo: farti sorprendere mentre canticchi “Veleno, se mi baci ti dò il mio veleno”. Sorridono indulgenti: li hai fatti felici.

Un vecchio è il solo ad avere i titoli per parlar male della sua età.
Potrà dire: “Mi fanno ridere questi precari. E io allora, che sono più di là che di qua?” Potrà chiudere con “Non ne posso più di tutta questa vecchiaia”,
ottenendo un sorriso comprensivo.

Il piacere di essere coinvolto anche televisivamente in ogni mutamento climatico. Ondata di caldo: non mancano mai di metterti tra i cittadini “a rischio”.
Ondata di freddo: stessa identica cosa. Sei qualcuno, finalmente!

Guidare contromano per 14 Km sull’autostrada, di notte.
Ti tolgono la patente, ma vuoi mettere la soddisfazione?

Un vecchio può continuare a fumare tranquillamente.
Ormai tutti i suoi terapeuti concordano nel dire che smettere sarebbe peggio.

“Lei ha visto sabato scorso un disco volante atterrare in una piazza romana?
E ha visto scenderne un leader politico originario di Aldebaran?”.
“Non so, Vostro Onore, non ricordo”.
Nessuno protesta, nessuno insiste, sorridono rassegnati.
La smemoratezza di un vecchio è inattaccabile.

Avere il diritto inalienabile di ignorare che cosa sia la “banda larga”.

Giocare la domenica pomeriggio in famiglia alla compilazione del proprio necrologio. “Circondato dall’affetto dei suoi cari…”. Meglio tenersi sullo stringato.
Costa meno e poi è anche vero, molte volte.

Passati gli ottant’anni nessuno osa più scrivere di te “il vecchio Fruttero”, ancor meno “l’anziano Fruttero”. Così si passa a un sinonimo lusinghiero: “il grande Fruttero”.
Per far capire che è solo un modo di dire, si può ricorrere a un superlativo:
il “grandissimo” Fruttero, che qui saluta e lascia la scena col suo più bel sorriso.

(Carlo Fruttero)