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Concerto Bud Spencer Blues Explosion @ Recanati (27 Febbraio 2010) 14 marzo 2010

Inviato da LukePet in : Artisti, Concerti, Musica, Recensioni, Suoni , trackback

Due settimane fa sono stato in quel di Recanati per una nuova avventura live. Recanati è un luogo relativamente vicino alla nostra casa-madre e così la serata non ha di certo assunto al 100% i contorni tipici delle “trasferte concertare”, il tutto viene vissuto in maniera più rilassata e con minor spirito di “avventura”.

La serata è praticamente iniziata con una distesa cena a base di kebab consumata praticamente “sotto casa”…aria aperta, nutrizione e chiacchiere. Archiviata la pratica “cena” siamo partiti diretti verso la città Leopardiana. L’evento che ha calamitato la nostra attenzione si svolge all’Extra (myspace.com/extraalternativeclub) che, come ho già avuto modo di sottolineare in post precedenti, attualmente nel territorio marchigiano è uno dei pochi locali a promuovere con il giusto spirito una cultura figlia di quella musica che ancora (purtroppo) non gode dell’attenzione mediatica che meriterebbe.

Pur essendoci già stati, ci mettiamo un po’ a mettere a fuoco la strada che ci porterà al locale, ma alla fine ce la facciamo. Parcheggiamo, scendiamo e constatiamo subito che la temperatura non è proprio delle più amabili. Dopo un po’ ci decidiamo ad entrare, siamo abbastanza convinti di essere già in ritardo (le 23 sono belle che passate) ed invece giunti all’ingresso ci rendiamo conto che l’area concerti è ancora chiusa. Inizialmente rimaniamo un po’ perplessi (qualche punto interrogativo spunta sopra le nostre teste) ma poi vediamo che c’è altra gente che aspetta (qualcuno addirittura dalle 21)…niente, in sostanza, c’è ancora da aspettare un altro po’. Amen.

Troviamo un modo di ammazzare il tempo per un’altra mezz’oretta e poi riproviamo la missione “ingresso”…questa volta ci siamo. Biglietto e via, siamo dentro.

(fonte: www.flickr.com/photos/gorillaradio/4165425275 |
autore: Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio))

La parola magica della serata è “duo”: sono un duo i Vote for Saki (myspace.com/voteforsaki) che riscaldano l’atmosfera con una confortevole esibizione acustica, sono un “duo” i The Mojomatics (myspace.com/themojomatics) che aprono la parentesi “elettrica” con una serie di pezzi dalla tinta rock/blues/country e sono un “duo” i Bud Spencer Blues Explosion (myspace.com/budspencerbluesexplosion), il vero motivo che ci ha portato all’Extra. Il tutto è immerso sotto l’aurea del Moysa Festival (myspace.com/moysafestival).

L’esibizione in chiave acustica dei Vote for Saki si lascia apprezzare nella sua intimità, un ottimo background per riempire l’atmosfera pre-concerto. E’ con l’esibizione dei The Mojomatics che i volumi iniziano ad alzarsi, ascoltiamo la loro performance ma (sarà per il fatto che non conosciamo nessuna delle loro canzoni o per il fatto che il loro genere dalle contaminazioni country non ci resta facilissimo da assimilare) non ne veniamo particolarmente colpiti.

E poi arriva il turno dei Bud Spencer Blues Explosion; conquistiamo un prezioso angolo da cui goderci l’esibizione ed aspettiamo. Il live inizia con molta naturalezza…preparazione del palco e subito si attacca a suonare con una intro blueseggiante che spiana la strada a “Mi Sento Come Se”, uno dei pezzi che desideravo maggiormente sentire dal vivo, già segnalato nelle “canzoni della settimana” vol. 78 (le-3-canzoni-della-settimana-078). Molta tecnica (a tratti forse pure troppa) e molti riff, assoli, improvvisazioni…un elettrico flusso continuo che vede chitarra e batteria fondersi alla perfezione…l’ottima intesa tra Adriano Viterbini (chitarra) e Cesare Petulicchio (batteria) si percepisce fin da subito, a partire dagli sguardi che si scambiano mentre suonano.
Immagine anteprima YouTube

(fonte: http://www.youtube.com/user/ssssstevieray)

La scaletta viene depennata pezzo dopo pezzo; tra un riff e l’altro entrano in scena i brani tratti dal loro ultimo disco…“Fanno Meglio” ed “Esci Piano” ne sono l’esempio. Ad un certo punto odo delle parole che mi suonano famigliari: “So che se fossi pazzo e dopo internato/approfitterei di un momento di lucidità”…lì per lì non riesco subito ad associare, ma poi inquadro. E’ un tributo a Demetrio Stratos e la sua “Hommage A Violette Nozières”.

La chiusura è affidata ad un tris composto dai migliori pezzi in repertorio: “Blues Di Merda”, “Frigido” ed la riuscitissima cover di “Hey Boy Hey Girl” (altro pezzo di cui avevo già parlato qui: le-3-canzoni-della-settimana-074)…proprio l’esecuzione del brano dei Chemical Brothers mette a nudo la capacità del duo romano di vestire il groove con un abito più rock.

Il pezzo si conclude e con lui anche la performance…ringraziamenti, saluti e via. Un altro piacevole concerto è stato archiviato.

Il resto, per noi, è storia di un breve ritorno verso casa.

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  • Fjodor Lokomotiv

    Vascon di carbonera TV. Concerto del 26 giugno ’10. In attesa di veder comparire il mitico Eric Sardinas (guitar hero dell’ultima generazione che suona la dobro – elettrificata e customizzata- in stile slide), mi sono goduto questo duo straordinario, al quale era affidato il compito di aprire lo show. Questi ragazzi mi hanno colpito, oltre che per il notevole livello tecnico del guitar-vocalist, anche per le sonorità della chitarra (plaudo infatti alla scelta di utilizzare – alternativamente alla “classica” Stratocaster – una elettroacustica di cui non conosco il marchio, dotata però di un inquietante -nel senso buono- suono scuro e sporco che si adatta notevolmente alle sonorità del blues, nonchè a quelle del rock occhieggiante al punk che, mi pare, costituisca un pò il sunto del loro stile. Non dico che siano originalissimi, ma sono tecnicamente molto validi e, ciò che più conta, capaci di scrivere canzoni che colpiscono l’immaginazione emozionando da subito l’ascoltatore.
    Fjodor Lokomotiv