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Legge di conservazione della tristezza 20 marzo 2009

Inviato da LukePet in : Poesia, Verba Volant , trackback

LEGGE DI CONSERVAZIONE DELLA TRISTEZZA

Evitare di voltarsi ai richiami dei piaceri,
per mirare verso un sogno di cui non si è più sicuri.
Sacrificare la delizia per ambire al traguardo,
rischio ricercato per atterrare in alto.

Il prezzo è inaccessibile per concederti di provare
ma ancora tu lo sai che tutto può cambiare.
Maledici per la libertà che non hai più avuto,
reclami il diritto per un desiderio che credi ormai perduto.

Statua gelida e inattiva, vivi immobile,
occhi tra le sbarre e sai che non ti puoi muovere,
confine invalicabile e sai che non puoi credere
alla vaga fiducia di un desiderio troppo instabile.

Consapevole delle capacità che hai per creare
hai scoperto che non hai la terra su cui fiorire.
Libertà in vetrina e il desiderio di una possibilità
di recuperare il diritto che ciò diventi una realtà.

Senza più nessuno con cui scambiar parola,
e vivere alla stregua di una nuova paura.
Patendo la fiducia che è oramai rimasta sola,
giocando con la trappola che tra le mura ti cattura.

Realizzare che tutto ciò che era il valore aggiunto,
ti ha abbandonato per le colpe che non ti sei mai assunto,
ed ora che della solitudine sei diventato il pasto,
non riesci più a credere a tutto quello che ti è rimasto.

Avere la fiducia che nel fondo riposi la giustizia,
la regola di un equilibrio che estingua l’amarezza,
una scienza ultraterrena che enunci con chiarezza
l’aspettata verità di una legge di conservazione della tristezza.