Twitter Profile
salta alla navigazione

Subsonica…prime indiscrezioni sul nuovo album 30 giugno 2007

Inviato da LukePet in : Artisti, Musica, Suoni , trackback

Sono circa 25 i brani provinati (titoli di lavorazione ovviamente) per l’album. Ne entreranno circa dodici, per i quali abbiamo anche già sperimentato alcune sequenze.
Si parte da sonorità molto vicine a quelle del primo album (istantanee per capirci) ma subito il gioco si complica per lasciare spazio a suggestioni attualissime. Il sofisticato equilibrismo di Thom Yorke che si era già affacciato al davanzale della nostra (versione di) “angeles”, non viene dimenticato nemmeno qui. Qualche traccia vagamente depechiana e giù di cassa in quattro per un paio di brani tormentati ma vivi e pulsanti. “quando il vuoto esploderà..” ripete uno dei ritornelli di una canzone il cui titolo potrebbe diventare “la glaciazione”, evidente metafora del nostro tempo. Si arriva a lambire le rive del microchip più meticcio (quello di aurora) ma sono rive di sassi e scogli taglienti. Un po’ di sole sole lo si intravede nella reggaeggiante “alta voracità”, brano in pieno mood murazziano che parla della ormai cronica scomparsa di prospettiva, di percezione del futuro. Il ritmo si spezza in modo sincopato e si tentano esperimenti ancora mai tentati, “finalmente” (titolo provvisorio) e “sambug” (ancora più provvisorio) sono novità assolute eppure molto subsoniche. Il testo fino ad ora più solare è quello relativo alla scompara di una persona a noi cara che diventa pretesto per parlare di vita, da scalfire più forte. Le chitarre sono protagoniste di una sintesi impossibile (?) tra la generazione chimica e i Fuzztones. Si precipita di bpm per scendere al ritmo del cuore (naturalmente un organo congelato) in un dub un lento e piovoso. Si termina nel tinello di un Trent Reznor che ha appena salutato gli amici dopo una festa in casa e si guarda intorno sconsolato e solitario indeciso se raccogliere scopa e paletta o farla finita prima.

Ecco la recensione di un album ancora tutto da realizzare, ma almeno già scritto nelle sue parti musicali, nella maggiorparte degli arrangiamenti e in alcuni testi. Una grande botta di energia e per quanto ci riguarda una bella iniezione di orgoglio per essere riusciti a trovare la via Subsonica senza fare i subsonica a tutti i costi. Insomma senza dormire su facili allori.
Potremmo immaginare un album che sia la somma di tutti i quattro precedenti (più sbilanciato sui primi due) più quella dei d.j. set di ognuno di noi…
” (www.subsonica.it)