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	<title>P o l l o S k y &#124; pollosky.it &#187; scrittura</title>
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	<description>....anche stavolta è colpa di Luke....</description>
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		<title>[Verba Volant] Il triste giornalismo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 22:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[IL TRISTE GIORNALISMO Poni ed è bello il tuo interrogativo, peccato che abbia smesso da tempo di esser vivo. Sviluppi un manifesto per la tua figurina, arriva la dichiarazione che allestisce la vetrina. La chiami informazione ma qualcosa qui non torna, la linea è sottile e la varchi dietro l&#8217;ombra di un muro costruito da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">IL TRISTE GIORNALISMO</p>
<p style="text-align: center;">Poni ed è bello il tuo interrogativo,<br />
peccato che abbia smesso da tempo di esser vivo.<br />
Sviluppi un manifesto per la tua figurina,<br />
arriva la dichiarazione che allestisce la vetrina.</p>
<p style="text-align: center;">La chiami informazione ma qualcosa qui non torna,<br />
la linea è sottile e la varchi dietro l&#8217;ombra<br />
di un muro costruito da grovigli di parole,<br />
raffinata è la tecnica che soddisfa il tuo signore.</p>
<p style="text-align: center;">Raccogli i frutti del tuo abile smack<br />
che acquista il credito per una promozione shock,<br />
mentre ti affacci agli alti piani di una società<br />
che non vede l’esigenza di una nuova realtà.</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;unico interesse si chiama percezione.<br />
tutto quel che dici è solo comunicazione,<br />
l&#8217;immagine è l&#8217;arma, lo scatto è quel che conta,<br />
se poi non hai il pensiero il problema non si affronta.</p>
<p style="text-align: center;">Ma arriverà il momento del giudizio da stilare,<br />
il verdetto evolutivo che ti porterà a svanire,<br />
toccare ed assaggiare la vergogna da pagare,<br />
per i fatti che non hai mai voluto raccontare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Legge di conservazione della tristezza</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 23:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
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		<description><![CDATA[LEGGE DI CONSERVAZIONE DELLA TRISTEZZA Evitare di voltarsi ai richiami dei piaceri, per mirare verso un sogno di cui non si è più sicuri. Sacrificare la delizia per ambire al traguardo, rischio ricercato per atterrare in alto. Il prezzo è inaccessibile per concederti di provare ma ancora tu lo sai che tutto può cambiare. Maledici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">LEGGE DI CONSERVAZIONE DELLA TRISTEZZA</p>
<p style="text-align: center;">Evitare di voltarsi ai richiami dei piaceri,<br />
per mirare verso un sogno di cui non si è più sicuri.<br />
Sacrificare la delizia per ambire al traguardo,<br />
rischio ricercato per atterrare in alto.</p>
<p style="text-align: center;">Il prezzo è inaccessibile per concederti di provare<br />
ma ancora tu lo sai che tutto può cambiare.<br />
Maledici per la libertà che non hai più avuto,<br />
reclami il diritto per un desiderio che credi ormai perduto.</p>
<p style="text-align: center;">Statua gelida e inattiva, vivi immobile,<br />
occhi tra le sbarre e sai che non ti puoi muovere,<br />
confine invalicabile e sai che non puoi credere<br />
alla vaga fiducia di un desiderio troppo instabile.</p>
<p style="text-align: center;">Consapevole delle capacità che hai per creare<br />
hai scoperto che non hai la terra su cui fiorire.<br />
Libertà in vetrina e il desiderio di una possibilità<br />
di recuperare il diritto che ciò diventi una realtà.</p>
<p style="text-align: center;">Senza più nessuno con cui scambiar parola,<br />
e vivere alla stregua di una nuova paura.<br />
Patendo la fiducia che è oramai rimasta sola,<br />
giocando con la trappola che tra le mura ti cattura.</p>
<p style="text-align: center;">Realizzare che tutto ciò che era il valore aggiunto,<br />
ti ha abbandonato per le colpe che non ti sei mai assunto,<br />
ed ora che della solitudine sei diventato il pasto,<br />
non riesci più a credere a tutto quello che ti è rimasto.</p>
<p style="text-align: center;">Avere la fiducia che nel fondo riposi la giustizia,<br />
la regola di un equilibrio che estingua l’amarezza,<br />
una scienza ultraterrena che enunci con chiarezza<br />
l’aspettata verità di una legge di conservazione della tristezza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] No proprio no</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 22:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poetry]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[NO PROPRIO NO Parole dai tuoi occhi che mi rendevano importante, ma poi al muro mi hai schiacciato come un insetto insignificante. L’inchiostro indelebile scrisse che tornare indietro non potevo più, iterativamente la tua presenza mi scagliava sempre più giù. Non voglio più sapere cosa avevi lì per me, ho abbandonato tutto senza un vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">NO PROPRIO NO</p>
<p style="text-align:center;">Parole dai tuoi occhi che mi rendevano importante,<br />
ma poi al muro mi hai schiacciato come un insetto insignificante.<br />
L’inchiostro indelebile scrisse che tornare indietro non potevo più,<br />
iterativamente la tua presenza mi scagliava sempre più giù.</p>
<p style="text-align:center;">Non voglio più sapere cosa avevi lì per me,<br />
ho abbandonato tutto senza un vero perché.<br />
Ho ricercato i resti di chi ho trascurato per te<br />
e ricostruito l’affetto che da sempre vegliava su di me.</p>
<p style="text-align:center;">E il rifugio che ti offrivo nel momento del disagio<br />
ora è smantellato ma ancora pulsa come il presagio<br />
per le future circostanze che dovrai affrontare<br />
stavolta è più difficile senza nessuno che ti può aiutare.</p>
<p style="text-align:center;">Padrona dei dipendenti passatempo che con lo sguardo assumi,<br />
vittime di un contratto a tempo determinato che di nascosto irride,<br />
ma poi eccoti dispersa nel libero mercato della vita mentre ti consumi,<br />
assaggiando gli schiaffi scatenati da una presunzione che uccide.</p>
<p style="text-align:center;">No proprio no, il tuo sguardo non lo posso dimenticare<br />
di quando ti sei accorta che eri tu a precipitare.<br />
La prospettiva avevi sbagliato e non potevi pensare<br />
che non eri più l’asse dove l’interesse continuava a girare.</p>
<p style="text-align:center;">Martire della stessa attenzione che non riesci più ad attirare,<br />
inquieta per una situazione che proprio non vuoi accettare.<br />
Ma se invece di offenderti imparassi a rispettare?<br />
Forse non lo sai ma anche tu lo devi fare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Resti</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 11:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poetry]]></category>
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		<description><![CDATA[RESTI Era sera, eri solo e perso in una stanza vuota, eri fermo e ripensavi ai resti di una sensazione avuta. Gli errori che hai commesso iniziano a colpire e neanche la tua ombra ti riesce più a seguire. Condannato dal tuo orgoglio rifiuti ogni ammissione, in silenzio urli al cielo per riavere un’occasione. Ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">RESTI</p>
<p style="text-align:center;">Era sera, eri solo e perso in una stanza vuota,<br />
eri fermo e ripensavi ai resti di una sensazione avuta.<br />
Gli errori che hai commesso iniziano a colpire<br />
e neanche la tua ombra ti riesce più a seguire.</p>
<p style="text-align:center;">Condannato dal tuo orgoglio rifiuti ogni ammissione,<br />
in silenzio urli al cielo per riavere un’occasione.<br />
Ora ostenti sicurezza ma non lo vuoi far vedere,<br />
il rimpianto ti ha battuto scavalcando il tuo volere.</p>
<p style="text-align:center;">E se ti senti così forte da bruciare le mie parole,<br />
se sei così convinto di non dover più imparare<br />
allora spiegami perché sei avvelenato dal tuo cuore.</p>
<p style="text-align:center;">E se ti senti così forte da rinunciare ad ogni ammissione,<br />
se sei così convinto di poter negare ogni confessione,<br />
allora spiegami perché sei divorato da ogni tua convinzione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Derive isteriche</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 17:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[DERIVE ISTERICHE Ecco la lesione che arriva e non fa male, chiudere il dolore troppo preso per gioire. Ecco la confusione che arriva per capire, il rumore incompreso che riesci a percepire. Ecco i colpi che non riescono a far male, lo senti il frastuono che arriva per calmare. Ecco il movimento che esplode il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">DERIVE ISTERICHE</p>
<p style="text-align:center;">Ecco la lesione che arriva e non fa male,<br />
chiudere il dolore troppo preso per gioire.<br />
Ecco la confusione che arriva per capire,<br />
il rumore incompreso che riesci a percepire.</p>
<p style="text-align:center;">Ecco i colpi che non riescono a far male,<br />
lo senti il frastuono che arriva per calmare.<br />
Ecco il movimento che esplode il tuo dissenso,<br />
la distorsione delle idee che acquista un nuovo senso.</p>
<p style="text-align:center;">Ecco l’algoritmo che ti permette di capire,<br />
abbattere la porta che non sei riuscito mai ad aprire.<br />
Eccola la chiave con cui puoi interpretare,<br />
decodifica il messaggio che non sei riuscito mai a svelare.</p>
<p style="text-align:center;">Eccolo il risveglio che cercavi di trovare,<br />
apri i nuovi occhi e il mondo puoi guardare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Blogstory &#8211; Episodio #003</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 18:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogstory]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi, come promesso oggi recupero e scrivo di Domenica. Credo sia ora di riprendere la Blogstory visto che è da parecchio che non la continuo. Bene, non mi resta che pubblicare un nuovo episodio. Episodi precedenti: Episodio #000, Episodio #001, Episodio #002. Episodio # 003 Username: massi80, Password: ******, “Login effettuato con successo”. Ogni volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi, come promesso oggi recupero e scrivo di <em>Domenica</em>. Credo sia ora di riprendere la <em>Blogstory</em> visto che è da parecchio che non la continuo. Bene, non mi resta che pubblicare un nuovo episodio.</p>
<p>Episodi precedenti: <a href="http://pollosky.it/2007/11/17/verba-volant-blogstory-episodio-000/" target="_blank">Episodio #000</a>, <a href="http://pollosky.it/2007/12/01/verba-volant-blogstory-episodio-001/" target="_blank">Episodio #001</a>, <a href="http://pollosky.it/2007/12/31/verba-volant-blogstory-episodio-002/" target="_blank">Episodio #002</a>.</p>
<p><strong>Episodio # 003</strong></p>
<p><em>Username: massi80, Password: ******, “Login effettuato con successo”.<br />
Ogni volta che accedo al software di contabilità emetto istintivamente un profondo sospiro, come se mi dovessi far coraggio, come se dentro di me dicessi: “va bene, per oggi faccio questo sacrificio, da domani mi licenzio”…ma sono  già 3 anni che lavoro in questi uffici.<br />
Il lavoro è di una noia mortale, ma la paga è buona; oggi ho un pilastro di cartelle da esaminare con relative fatture da registrare. Prendo la prima cartella, la apro e mi blocco; ciò che oggi mi interessa veramente è la ricerca delle risposte.<br />
Inizio a pensare intensamente, sono talmente preso che se scattasse l’allarme anti-incendio non me ne accorgerei; cerco di organizzare le idee al meglio e di individuare le informazioni che mi possano essere di aiuto. Mi sembra quasi di essere ritornato alle elementari; quando risolvevo i problemi di matematica il primo passo da svolgere era quello di leggere il testo, comprenderlo e scrivere i dati a disposizione…ed è proprio quello che sto facendo. Ripenso alla sera in cui ho ricevuto la telefonata ed alle parole udite (leggere il testo), cerco di capire chi e perché avrebbe dovuto telefonare (comprenderlo) ed infine provo ad isolare le informazioni utili (scrivere i dati a disposizione). Una serie di ipotesi emergono.<br />
La domanda è: Chi mi ha chiamato e perché?<br />
Analizzo il contesto: il tipo aveva scoperto sicuramente qualcosa che lo aveva sconvolto, era in ansia (forse in pericolo), la chiamata si è interrotta bruscamente dopo un forte colpo. Quel colpo aveva tutte le caratteristiche di un colpo d’arma da fuoco, ma la verità è che io non ho mai sentito realmente un colpo d’arma da fuoco, solo nei film! Potrebbe anche essere stato qualcosa di molto simile…qui non ci sono certezze.<br />
Arrivo ad una ipotesi che sembra convincermi:</em><span id="more-379"></span><em> il tipo cercava sicuramente un altro tipo il cui nome inizia con “Ale” (a meno che questo non sia un soprannome), ma il tipo ha chiamato a casa mia! A questo punto inizio a supporre che preso dall’ansia abbia composto velocemente il numero di telefono ed abbia sbagliato qualche cifra.<br />
Ed ecco che sopraggiunge la nuova domanda: Chi voleva chiamare?<br />
Inizio a dare sempre maggiore rilievo a questa ricostruzione, mi convinco e decido che questa è la strada che devo seguire; ho due dati da cui partire (un nome incompleto e un numero telefonico inesatto) ed una domanda a cui rispondere (chi cercava realmente il tipo), ma purtroppo manca ancora il metodo risolutivo da applicare.<br />
Ho appena concluso tutto questo ragionamento quando alzando la testa mi rendo conto che il responsabile della sezione amministrativa mi sta osservando con aria di rimprovero; evidentemente restare immobile assorto nei miei pensieri, senza neanche fare finta di lavorare, era decisamente troppo.<br />
Forse è meglio mettersi a fare qualcosa.</em></p>
<p align="right"><em>continua&#8230;(si spera)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>[Verba Volant] Game over</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 18:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poetry]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[GAME OVER Dentro una storia destinata a morire, consumata tra odori di malinconici misteri. Con lo sguardo ti continuo ancora a salutare per farti capire che non c’è più niente da dire. Tazze di caffé ancora da esaurire per rimanere sveglio e capire come eri. Condizioni causa-effetto ancora da incastrare e per un momento la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">GAME OVER</p>
<p style="text-align: center;">Dentro una storia destinata a morire,<br />
consumata tra odori di malinconici misteri.<br />
Con lo sguardo ti continuo ancora a salutare<br />
per farti capire che non c’è più niente da dire.</p>
<p style="text-align: center;">Tazze di caffé ancora da esaurire<br />
per rimanere sveglio e capire come eri.<br />
Condizioni causa-effetto ancora da incastrare<br />
e per un momento la sensazione della vita percepire.</p>
<p style="text-align: center;">E fotografa il mio dito che ti dice dove andare,<br />
forse non ci credi ma te lo puoi anche meritare.<br />
Ti scuote la freddezza che mi porto dentro amore,<br />
forse non ci credi ma hai chiuso con il sole.</p>
<p style="text-align: center;">Scavalcando il tuo sorriso<br />
ho svelato che io morivo,<br />
mentre mostravi il tuo buon viso<br />
per un gioco sempre più cattivo.</p>
<p style="text-align: center;">Non sperare che io reagisca,<br />
non abboccherò alla rabbia come esca.<br />
Arriva lo schiaffo che ora senti e non ammetti<br />
e così che ti lascio marcire in tutti i tuoi difetti.</p>
<p style="text-align: center;">Gesti, sguardi e piccole parole.<br />
Odio, gelo ed un addio scritto senza cuore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>[Verba Volant] Spento</title>
		<link>http://www.pollosky.it/2008/01/12/verba-volant-spento/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=verba-volant-spento</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 19:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poetry]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[SPENTO Camminando su una lastra di ghiaccio rotto, mantenendo l’equilibrio per non precipitar di sotto. Sfidare la tensione che contrae la mente, ogni tua distrazione pugnala e si sente. Parla e ancora parla e intanto crepe sotto vedi, la base che si scioglie e il gelo azzanna i piedi. Immobile rimani a guardare la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">SPENTO</p>
<p style="text-align: center;">Camminando su una lastra di ghiaccio rotto,<br />
mantenendo l’equilibrio per non precipitar di sotto.<br />
Sfidare la tensione che contrae la mente,<br />
ogni tua distrazione pugnala e si sente.</p>
<p style="text-align: center;">Parla e ancora parla e intanto crepe sotto vedi,<br />
la base che si scioglie e il gelo azzanna i piedi.<br />
Immobile rimani a guardare la sua faccia,<br />
sputa, fuma, irride e ricatta.</p>
<p style="text-align: center;">Strappa dal tuo ruolo ogni libertà,<br />
assedia ogni strato di tua sensibilità.<br />
E ti ritrovi in un disturbo ormai spento,<br />
ogni riconoscenza è spazzata via dal tormento.</p>
<p style="text-align: center;">E sei deciso a scivolare per poter poi sfuggire,<br />
raggiungi la superficie per ancora proseguire,<br />
affidato alla prudenza per arrivare a giudicare,<br />
percorri la tua strada per capire cosa fare.</p>
<p style="text-align: center;">Camminando su una traccia di cui l’arrivo vedi,<br />
mantenendo l’occhio fisso in ciò che vero credi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Blogstory &#8211; Episodio #002</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 16:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Episodi precedenti: Episodio #000, Episodio #001. Episodio #002 “Besame siente como suena el corazon, io esta noche chiero solo un emozion…“. Ho una radiosveglia che puntualmente ogni mattina alle ore 7:30 si attiva ad un indecente livello di decibel per ordinare il risveglio; ogni mattina alle ore 7:30 una canzone diversa trasmessa dalla stazione radio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Episodi precedenti: <a href="http://pollosky.it/2007/11/17/verba-volant-blogstory-episodio-000/" target="_blank">Episodio #000</a>, <a href="http://pollosky.it/2007/12/01/verba-volant-blogstory-episodio-001/" target="_blank">Episodio #001</a>.</p>
<p><strong>Episodio #002</strong></p>
<p><em>“Besame siente como suena el corazon, io esta noche chiero solo un emozion…“. Ho una radiosveglia che puntualmente ogni mattina alle ore 7:30 si attiva ad un indecente livello di decibel per ordinare il risveglio; ogni mattina alle ore 7:30 una canzone diversa trasmessa dalla stazione radio arriva alle mie orecchie. Ed oggi mi alzo con una canzone di Gigi D’Alessio…la giornata inizia decisamente male.<br />
Spengo quasi con violenza la radiosveglia, accendo lo stereo e butto su un cd dei Depeche Mode…ora sto meglio.<br />
Il mio fare mattutino è decisamente automatizzato: stesse azioni agli stessi istanti. Ogni mattina. Passano circa 17/18 minuti prima di ritrovarmi a fare colazione al bar sotto casa, e come ogni mattina prendo un cappuccino ed un cornetto alla crema.<br />
L’unica variante che rende un po’ meno monotona la mattinata è la presenza di Angelo “il pazzo”; Angelo è un personaggio di zona, un giovane afflitto da un ritardo mentale che lo rende un&#8217;icona del quartiere. Trascorre le sue intere giornate in giro tra bar e negozi andando a parlare con chi gli capita; spesso viene deriso da simpatici individui che si dimostrano ancor più ritardati di lui, altre volte viene ben accolto ed ascoltato.<br />
Ecco…io, quando lo incontro, mi fermo a parlarci ben volentieri; trovo che Angelo sia lo specchio sano di questa società, si avvicina ed inizia a sputar fuori tutte le sue paure, tutti i suoi disagi…è sorprendentemente aggiornato su ciò che accade nel mondo e sembra che incarni tutto il malessere che affligge le “sane” menti della gente che lo circonda.</em><span id="more-328"></span><br />
<em> Oggi Angelo è al bar; io sono seduto al tavolo, alle prese con il cornetto e il cappuccino, e lui si avvicina. Inizia a parlare senza neanche salutarmi (eppure mi conosce da anni): “Tutto questo sangue, tutto questo sangue…la gente in tv litiga e intorno c’è solo tanto sangue. Sembra che si divertano ma non è così, no, non è così”…e poi se ne va. Un discorso sconnesso ma che in fondo è denso di verità.<br />
Le sue parole non fanno altro che alimentare la sottile preoccupazione che da due giorni mi tormenta; avevo deciso di cercare le risposte, dovevo sapere che cosa era successo due sere prima all&#8217;altro capo del telefono&#8230;il solo pensiero di rimanere indifferente mi faceva star male. Così prendo fiato e penso a cosa fare, come fare…non so da dove iniziare. Vedo qualche giornale ammucchiato su una sedia del tavolo che affianca il mio, li prendo ed inizio a spaginare in cerca di qualche notizia che potrebbe ricollegarsi alla telefonata che ho ricevuto. Niente. Nessuno omicidio, nessuna anomalia, nessun Ale…e poi che cavolo di nome avrà questo Ale!&#8230;Alessandro? Alessio?&#8230;come saperlo?&#8230;brancolo nel buio.<br />
Sfoglio velocemente i giornali ma oramai è tempo di andare, tra un po’ inizia l’orario di lavoro.</em></p>
<p align="right"><em>continua…(si spera)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Virus</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Volant]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[poetry]]></category>
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		<description><![CDATA[VIRUS Divertiti a bucare le mie mani ed inchiodami, fermo a sopportare le tue infami vanità, a cospargere pareti di sangue e malignità, ora abbandonato nella mia ingenuità sfruttami. Divertiti a bruciare schegge di rispetto e lasciami, disperso nella fragilità che ogni volta doni a me, per riscoprirmi ancora fesso e docile quando vedo te, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">VIRUS</p>
<p style="text-align: center;">Divertiti a bucare le mie mani ed inchiodami,<br />
fermo a sopportare le tue infami vanità,<br />
a cospargere pareti di sangue e malignità,<br />
ora abbandonato nella mia ingenuità sfruttami.</p>
<p style="text-align: center;">Divertiti a bruciare schegge di rispetto e lasciami,<br />
disperso nella fragilità che ogni volta doni a me,<br />
per riscoprirmi ancora fesso e docile quando vedo te,<br />
e nel precipizio dell’ingenuità ancora mollami.</p>
<p style="text-align: center;">Afflitto da emozioni ora accomodate chiedo di capire,<br />
seduto in sala d’aspetto per un ritardo che non cessa,<br />
e resto a digiuno per una febbre che non passa,<br />
per rientrare in gioco o in esilio rimanere.</p>
<p style="text-align: center;">Mi vorresti disteso sui binari del tuo cammino,<br />
vedendomi giacere in ogni mio patetico malanno,<br />
aspettando che passi il vile treno dell’inganno,<br />
per poi brindare a ciò che sei con il tuo indegno vino.</p>
<p style="text-align: center;">Un viso sfigurato da lacrime di odio,<br />
denti che si stringono per occasioni ormai perdute.<br />
Rinunce causate da speranze ormai cadute,<br />
e la voce ora stanca che prova a dirti addio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Blogstory &#8211; Episodio #001</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 17:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogstory]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>
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		<description><![CDATA[Episodi precedenti: Episodio #000. Episodio #001 (24 ore prima) Non c’è niente che mi rilassi di più della sensazione di tepore e di quiete che assaporo stravaccato sul divano, pochi istanti dopo essere uscito dalla doccia ed aver ripulito la mia pelle da tutto il sudore sprigionato dalla partita di calcetto del Martedì sera. Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Episodi precedenti: <a href="http://pollosky.it/2007/11/17/verba-volant-blogstory-episodio-000/" target="_blank">Episodio #000</a>.</p>
<p><strong>Episodio #001</strong></p>
<p>(24 ore prima)</p>
<p><em>Non c’è niente che mi rilassi di più della sensazione di tepore e di quiete che assaporo stravaccato sul divano, pochi istanti dopo essere uscito dalla doccia ed aver ripulito la mia pelle da tutto il sudore sprigionato dalla partita di calcetto del Martedì sera.<br />
Dopo lo sport ho sempre poco appetito e così in genere la cena post-calcetto è decisamente “fast”…un po’ di pizza, una coca da 33cl in bottiglia di vetro ed uno yogurt con scaglie di cioccolato nel finale; il tutto mentre in TV mi guardo Ballarò. Non so perché ma vedere politici coinvolti in un acceso dibattito mentre io mangio mi rilassa; spesso, in questi momenti, mi trovo ad analizzare le discussioni sotto altri punti di vista&#8230;non pensando troppo a quello che uno o l’altro dice ma facendo attenzione al modo in cui lo dicono…osservando le parole, i modi, le espressioni…e sono decisamente pochi quelli che sembrano essere convinti di ciò che dicono.<br />
Tra un “la gente è stanca di voi” ed un “voi avete fatto solo danni” la mia cena è giunta agli sgoccioli, il fondo del vasetto di yogurt è ben raschiato ed il mio stomaco non chiede altro.<br />
Prendo il portatile e me lo metto sopra le ginocchia, controllo la mail e gli aggiornamenti ai feed cui sono abbonato…come solito quando sono davanti al computer il tempo vola, dopo un bel lasso di tempo mi rendo conto che le mie palpebre iniziano a cedere, è ora di mettersi a nanna.<br />
Vado in bagno a lavarmi i denti; spazzolino, colgate ed inizio a strofinare…sono alla terza/quarta spazzolata quando sento il telefono di casa squillare.</em><span id="more-302"></span><br />
<em> D‘istinto alzo il capo riportandolo in posizione eretta, rimango immobile nel fissare la mia faccia allo specchio; la bocca è ancora impastata di dentifricio mentre la mia mano destra stringe lo spazzolino…l’acqua del lavandino scorre indifferente. Penso.<br />
“E’ mezzanotte e diciassette, chi cazzo può essere?”<br />
Dopo un primo momento di stasi, scatto, mi sciacquo rapidamente la bocca, afferro un asciugamano e lo porto con me mentre raggiungo il telefono.<br />
Alzo la cornetta: “Pronto”,<br />
una voce affannata inizia a parlare freneticamente senza dare nemmeno il tempo di rispondere:<br />
“Ale sono io! Ho seguito una traccia, Ale mi seguono! E’ tutto nella penna! tutto nella penna!”<br />
la chiamata è disturbata, il tono disperato ed io bloccato…non potevo liquidare il tutto con un “scusi ma ha sbagliato numero”, io non sono Ale! Io sono Massimo! e non so che dire…mi decido a cercare di interloquire quando sento:<br />
“Non puoi immaginare! Io non ci voglio credere! Ale mi devi….”<br />
un colpo che esplode ed un’ondata di rumori che mandano in distorsione il segnale che proviene dal telefono; istintivamente discosto la cornetta dalle orecchie, quando la riavvicino la chiamata è terminata.</em></p>
<p align="right"><em>continua&#8230;(si spera)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Blogstory &#8211; Episodio #000</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 18:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oramai questo blog non ha più senso&#8230;è un blog sull&#8217;informatica?&#8230;si ma non solo&#8230;un blog sulla musica?&#8230;anche, ma non solo&#8230;un blog di poesie?&#8230;direi di no, ma ci sono&#8230;mettiamola così&#8230;è un blog sul libero pensiero&#8230;divulgazioni, opinioni, idee, conoscenza, demenza, informazione, creatività. Ed ora visto che non sono ancora contento ho deciso di inserire un nuovo ingrediente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai questo blog non ha più senso&#8230;è un blog sull&#8217;informatica?&#8230;si ma non solo&#8230;un blog sulla musica?&#8230;anche, ma non solo&#8230;un blog di poesie?&#8230;direi di no, ma ci sono&#8230;mettiamola così&#8230;è un blog sul libero pensiero&#8230;divulgazioni, opinioni, idee, conoscenza, demenza, informazione, creatività.</p>
<p>Ed ora visto che non sono ancora contento ho deciso di inserire un nuovo ingrediente a questo minestrone di post; da oggi parte un esperimento&#8230;la blogstory!<br />
In pratica ho intenzione di scrivere un racconto suddiviso in diversi post, ogni post è un episodio. Il racconto non ha una trama ben definita, giusto alcune linee base per iniziare a costruire la storia&#8230;vedremo cosa ne verrà fuori, ad ogni post dovrò dare sfogo a tutta la mia più grande fantasia per riuscire a costruire un percorso lineare tra i vari episodi&#8230;non so se ce la farò e se avrò il tempo di farlo ma ci voglio provare&#8230;che l&#8217;esperimento abbia inizio!</p>
<p>Trama:</p>
<p><em>&#8220;Massimo vive la più classica delle vite regolari, una vita divisa tra lavoro e svago finchè un giorno accade qualcosa di banalmente travolgente.<br />
E&#8217; una tipica serata invernale di Novembre quando Massimo riceve una telefonata&#8230;ma non una telefonata qualsiasi&#8230;dall&#8217;altra parte del telefono qualcosa di misterioso sta accadendo, il preludio di una tempesta che lo travolgerà in un mondo parallelo fatto di intrighi, fuge, segreti e sangue&#8230;tutte cose che fino a quel momento pensava esistessero solo nei film&#8221;.</em></p>
<p><strong>Episodio #000</strong><br />
<em> Mi soffermai per un istante sul 15&#8230;</em><span id="more-248"></span><em>tutti quei seni in vista non mi facevano alcun effetto tale era la preoccupazione, continuai premendo il tasto di avanzamento con ritmo cadenzato e costante&#8230;mi ritrovai di nuovo sul primo. Avevo completato il giro dei 100 canali.<br />
In onda c&#8217;è Marzullo che intervista non so chi, l&#8217;ideale per tenere gli occhi occupati e nel frattempo pensare a tutt&#8217;altro.<br />
Per tutto il giorno il pensiero di ciò che era accaduto 24 ore prima aveva rallentato in me mente e corpo. Avevo passato una giornata intera a fissare lo schermo LCD del bel computer che arreda il triste ufficio in cui lavoro; ho perso il conto delle domande che hanno attraversato la mia testa, ed il bello è che in nessun caso sono stato capace di dare una risposta.<br />
Qualunque cosa facessi, leggessi, guardassi, toccassi era per me virtuale; l’unica realtà che ero in grado di riconoscere era la visione di un bivio inesistente le cui due diramazioni potevano portare o alla ricerca delle risposte che mancavano o al rifiuto di qualcosa che è successo.<br />
Ora ero a casa sullo stesso divano, vicino allo stesso telefono, alla medesima ora; ma un giorno era già trascorso.<br />
Cavolo, un giorno così lungo credo di non averlo mai vissuto; ero turbato dall’idea di trascorrere il resto della mia vita con il peso di un mistero così assurdo eppure così reale, dovevo sapere.<br />
Andai in camera da letto, indossai il pesante pigiama invernale e mi infilai sotto il piumone iniziando a fissare il soffitto con uno sguardo talmente intenso che avrei potuto bucarlo. Mi girai su un lato allungando il braccio per spegnere la luce, mi immersi nelle coperte e tentai di trascorrere qualche secondo di sonno tranquillo.<br />
Avevo deciso, domani mattina appena alzato avrei imboccato la strada verso le risposte.</em></p>
<p align="right"><em>continua&#8230;(si spera)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>[Verba Volant] Escluso</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 17:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LukePet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[ESCLUSO Sputi fuori la sentenza con una prova di demenza. Decidi tu chi incoronare col tuo potere puoi governare. Il tuo obiettivo è denigrare, selezionare ed umiliare. Nell’insulsa regola dell’apparire ammessi e sfigati etichettare. Con il dito di un finto Dio smistare, concedi gloria nel tuo incanalare. Non posso più digerire il criterio decisionale, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">ESCLUSO</p>
<p style="text-align: center;">Sputi fuori la sentenza<br />
con una prova di demenza.<br />
Decidi tu chi incoronare<br />
col tuo potere puoi governare.</p>
<p style="text-align: center;">Il tuo obiettivo è denigrare,<br />
selezionare ed umiliare.<br />
Nell’insulsa regola dell’apparire<br />
ammessi e sfigati etichettare.</p>
<p style="text-align: center;">Con il dito di un finto Dio smistare,<br />
concedi gloria nel tuo incanalare.<br />
Non posso più digerire il criterio decisionale,<br />
la tua presunzione nel modo di classificare.</p>
<p style="text-align: center;">Vorrei sfidarti nel pensare,<br />
misurarmi nel rispetto per capire.<br />
Capire tu chi sei per bloccare,<br />
capire perché la soglia non posso varcare.</p>
<p style="text-align: center;">Perché la soglia non posso varcare.</p>
<p style="text-align: center;">Perché la soglia non posso varcare.</p>
]]></content:encoded>
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